Fremiti di pensiero

Il silenzio e le parole

“Ritroviamo un nostro bisogno profondo, la perduta familiarità con l’eloquenza del tacere e dell’ascoltare”. E. Bianchi   In questo periodo, che coincide con l’inizio delle ferie estive, vi propongo la surriportata affermazione, per evidenziare come il silenzio, prima ancora di essere caro ai mistici, sia realtà propria dell’arte e – direi – di ogni atto comunicativo. Il silenzio è fuori del tempo, presentandosi, sempre, nascosto tra i rumori della nostra quotidianità. Oggi si mostra come dimensione sconosciuta, obliterata, in ombra, ma, forse, sempre intimamente ricercata, perché ci...

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Lo Stato e l’avvocato

Lo Stato e l’avvocato

Lo Stato italiano – nelle figure del Ministero della Giustizia, oppure della Presidenza del Consiglio dei Ministri – si è sempre abusivamente, incompatibilmente, eccessivamente occupato, si è stra-occupato dei qui presenti AVVOCATI, di noi. Ne ha proprio abusato; non ne possiamo più; non tolleriamo più questa haute surveillance. Lo diciamo da sempre. Abbiamo chiesto continuamente allo Stato, nei libri, per iscritto, nelle carte da bollo, fuori delle carte da bollo: “Per favore, vogliamo essere ‘trascurati’ “. Troppa attenzione: abbiamo impugnato delle battaglie,...

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27 Gennaio: Giorno della Memoria dedicato alla Shoà

27 Gennaio: Giorno della Memoria dedicato alla Shoà

Come si fa a scendere a compromessi con una consimile storia? Come si possono fare i conti con essa? Come si fa a rimuoverla dalla mente, a non trasformarla in un’ossessione, ad impedire che si ammatassi interiormente? A pensare che possa lasciare in pace, anche soltanto un istante, per tutti  i giorni della vita? Nulla da fare: la si trascina dentro! Si è ben consci di essere all’interno di essa e che non se ne esce più, quantunque si sia nati dopo. Forse, talora, si spera di poterla dimenticare. È pura illusione, è un auspicio che si affida, semmai, alle generazioni successive. Ma altro...

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L’Italia alla deriva

L’Italia è un Paese, ormai,  sulla strada di un futuro penoso e, forse, disastroso, generato da un ritorno allo stato di natura, nel senso elaborato da Hobbes dell’Homo homini lupus, per una nazione che smarrisce l’interesse generale e predispone la rovina collettiva. L’Italia, cioè, è uno Stato trascinato nel baratro da una classe dirigente chiusa nelle sue beghe, priva di ogni principio democratico, incapace di rappresentare e formulare un’idea,  un pensiero, una proposta, con una totale assenza di visione politica. È ben vero che le lotte di potere, combattute nell’ambito...

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Crisi e nuovo anno

“Ma cos’è questa crisi?” domandava un celeberrimo ritornello della prima metà del Novecento. Alcuni studiosi misurano la crisi come condizione naturale della cultura del nostro Paese. Ed è una contraddizione solo apparente che il malessere deflagri proprio nell’epoca del boom, nel vivo dei favolosi anni Sessanta. Da allora assume forme via via differenti, prolungando la propria ombra fino alla stagione corrente. E’ come dire che nella storia dell’Italia repubblicana, letteratura ed arte possono essere analizzati, e storicizzati, come risposta e reazione alla crisi. Sia nelle stagioni più...

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Solo Berlusconi poteva salvare se stesso dalla gogna e dal boia

Solo Berlusconi poteva salvare se stesso dalla gogna e dal boia

Il sipario è calato sulla decadenza del Cavaliere di Arcore, la cui esecuzione ha trovato il suo epilogo. Due secoli dopo la Rivoluzione dell’89, in Europa, un altro sovrano è decapitato ad opera del  forum populi, la cui responsabilità, però, è del Cavaliere in persona. Sarebbe stato più opportuno, da parte sua, rassegnare le dimissioni ad agosto e condurre, da leader extraparlamentare, la lotta politica. Ma egli è stato vittima del suo spirito battagliero e sanguigno: il tragediografo del teatro del declino è stato Berlusconi stesso. Se egli avesse abbandonato lo scranno di Palazzo Madama,...

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Ai terremotati del Sud – 23 Novembre 1980

All’abbandono amaro, al rifiuto, di secoli, in balia dei potenti, al flusso migratorio dei giovani, per altre terre, in cerca di lavoro, il furore apocalittico, delle forze della natura! Scarnificati dalle radici, palazzi aviti ed umili case. Senza più volto, città, paesi, villaggi solitari, nella solitudine dei monti. Superata la vetta del dolore, l’anima piange, una cascata di lacrime, su un mare senza fondo. In montagne immani di macerie, polverizzata l’essenza della vostra vita: figli, madri, spose , campi, case e tutto un mondo di grandi e piccole cose, cui avevate legato con il cuore...

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Arrendersi, non si può

Arrendersi, non si può. Noi, forse, vorremmo, quando la stanchezza ci assale e la sua fine appare lontana. La nostra esistenza può risultare troppo provata, o abbastanza data. È concesso, a qualcuno, vivere intensamente, con un coraggio che si ignora di possedere, nelle chiamate di chi ha solo noi in cui sperare. È una virtù che può corrodere. Arriva il giorno in cui si pensa di essere traccia, per pochi, in terra o nel ricordo. E si resiste fino a quando il cuore e la mente bastano. Ma si può cadere nel buio, in cui la tentazione è forte. Io non so se il buio è per tutti nero, né se il...

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Il dramma e la riconciliazione

La vicenda Priebke solleva due ordini di interrogativi: uno di carattere filosofico e un altro di natura storica. Il primo riguarda un punto centrale della difesa giudiziale dell’ufficiale nazista, secondo cui egli altro non avrebbe fatto che eseguire ordini provenienti da Berlino. Tutto questo rimanda ad una antica disputa dottrinale, risalente ai pensatori greci, circa il rapporto tra legge e coscienza, vale a dire tra ciò che è legale e ciò che è morale. Il secondo interrogativo, invece, che è quello sul quale vorrei accentrare l’attenzione, attiene agli eventi verificatisi tra il 1943 e...

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Ricordare

Ricordare tutto non è bene, è una patologia; ma ricordare nulla è peccato, e il primo e più grave è dimenticare. Che c’è stato chi ci ha fatto saltare da bambini, ci ha ripreso, mutando la paura in gioia, che abbiamo avuto tutto, affetti e dispetti; c’è da ricordare chi è vissuto poco per avere una storia da lasciare, e chi non ha avuto testimoni, perché gli altri erano spettatori da qualche parte. Per costoro, chi sa scrivere deve scrivere, storie del loro essere stato, con parole autentiche perché sono nostre, e veramente dimenticare è peccato mortale. E’ un’arte divina ricordare, che...

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